Storia del tessuto di canapa, un antico lavoro.

Aprile 30, 2021 0 di Redazione

La storia del tessuto di canapa è iniziata circa 10.000 anni fa.

I primi ritrovamenti in Iraq, risalgono all’8000 a.C. In Europa le prime tracce sono del 1.200 a.C., mentre in Cina, intorno al 2700 a.C., il leggendario imperatore Shen Nung impose al suo popolo l’arte della produzione e tessitura di cannabis avviando questa antica tradizione.

Era il 150 a.C. quando viene fabbricato il primo foglio in carta di canapa, materiale usato anche per stampare la Bibbia di Gutenberg nel 1453.

Parlando di canapa tessile, la storia continua nel 1492, con le vele delle Caravelle di Colombo impiegate durante la scoperta dell’america sino alle coltivazioni nelle colonie nel 1606. Negli anni ’50 la canapa è la principale fibra per la produzione di corde, stoffe, filati e biancherie, mentre l’olio é la materia prima per saponi e vernici. I coloni sono addirittura obbligati a coltivaria per legge, mentre in Italia contadini si specializzano al punto che la penisola diventa la prima produttrice al mondo per qualità, seconda per estensione ettari soltanto alla Russia.

Nel 1774 le colonie americane utilizzano la canapa come materiale di scambio per armi e moschetti: il 4 luglio 1776 ratificano la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America su carta olandese, ossia di canapa! George Washington Thomas Jefferson la considerano “essenziale al benessere degli Stati Uniti”:

"Fate più semi di Canapa possibili e piantateli ovunque"
George Washington

Con il proibizionismo, imposto per fini economici e politici, abbiamo perso la cultura della canapa sostituendola con cotone e fibre sintetiche.

Nel 2021 sono molti i paesi che investono nella rinascita di una filiera.

In particolare, il Pakistan propone di capitalizzare la produzione di cannabis light trasformando i residui di fibra di canapa in bioenergia.

Il governo ha affermato che la canapa può essere un sostituto al cotone, di cui il Pakistan era il quarto produttore mondo, ma che ad oggi è in forte declino.

A settembre 2020 ha approvato la produzione di canapa industriale e ora punta a nuovi orizzonti.

AGI, uno dei principali produttori di denim nel Pakistan dal 1949, ha da poco dichiarato di aver avviato una collaborazione con Panda Biotech del Texas per la fornitura di canapa cotonata.

La fibra di canapa è più resistente e la sua lavorazione non solo non inquina, al contrario del cotone, ma è antisettica e traspirante, protegge dai raggi infrarossi e UVA, è un ottimo materiale per mascherine anti-covid e grembiuli per la scuola. La caratteristica forse ancora più interessante è l’azione fitorimediante di questa pianta sui terreni, altre alla lunghezza straordinaria della sua fibra.

Accessori, mascherine e borse in fibra di canapa.

Marchi come Pure Hemp, utilizzano prevalentemente risorse rinnovabili, riconducibili al 100% a fonti ecologiche. Borse, zaini, portafogli in tessuto di canapa al 90%, sono considerabili accessori indistruttibili e a distanza di 10 anni mantengono la forma e la resistenza come il primo giorno.

E’ ovvio che la canapa non si presta alle mode consumiste ma da millenni ci accompagna nelle migliori avventure quotidiane e nelle più grandi scoperte della storia!

 

di Marta Lispi, copywriter cannabica