Il libro “La canapa” dei fratelli Domenico e Settimio Bernardini

Maggio 7, 2021 0 di Redazione

Il libro “La canapa” dei fratelli Domenico e Settimio Bernardini si legge tutto d’un fiato su un prato l’estate o un racconto a sera prima di andare a dormire.

Le storie sono genuine, tanto da essere riportate in doppia lingua: dialetto e italiano. Le parole “originali” quasi perdute con gli oggetti a cui erano legate, una dietro l’altra le perifrasi scorrono come un film di Chaplin, pura poesia.


Narra della storia della produzione e della lavorazione della canapa, ogni capitolo un “vecchio” che ricorda un passaggio della filiera. La produzione di tessuto era la risorsa economica principale per numerose famiglie in Italia, piccoli paesi che collettivamente si occupavano di tutto dalla semina alla tessitura, inclusa la filatura. Fino ai primi anni del ‘900 la penisola produceva la miglior qualità di tessuto di canapa esistente al mondo, grazie al suo clima particolarmente favorevole.

La vita contadina era coadiuvata anche dagli scarti del tessuto: oli alimentari, combustibili, semi, infiorescenze, medicine.

 

I fratelli Bernardini sono stati custodi della cultura che lega la storia contadina alla memoria della pianta.

Prima della fiera del Canapa Mundi, prima delle ricette del Gambero Rosso, Settimio e Domenico Bernardini hanno fondato un’associazione culturale “I Gemelli Bernardini dal 1997” al fine di trasmettere l’amore e la passione che li legava ancestralmente a questa pianta portentosa. Il “Museo Itinerante della canapa” è stato il Cannabis-Matrix di migliaia o forse milioni di persone. 

 

Stimolare curiosità e coscienza, un’associazione, un museo itinerante e un libro “La canapa”

“La canapa” è una raccolta di testimonianze raccolte dagli autori, originari di Pisoniano, tra le persone che hanno vissuto i tempi d’oro della produzione di canapa in Italia.- I terreni ora incolti, ora abbandonati, ora radi di sterpaglie erano rigogliosi boschi di canapa, le siepi curate e le ore del giorno scandite dal lavoro manuale nei campi, in casa, in piazza o al fiume. Rituali e tradizioni. Una memoria che rischiava di essere perduta, invece Settimio e Domenico sono andati dai “vecchi”, hanno bussato di casa in casa, hanno spolverato foto, utensili e ricordi e ci hanno regalato questo cimelio.

Le storie sono genuine, tanto da essere riportate in doppia lingua: dialetto e italiano. Le parole “originali” quasi perdute con gli oggetti a cui erano legate, una dietro l’altra le perifrasi scorrono come un film di Chaplin, pura poesia.

 

La lavorazione della canapa a Pisoniano

Pisoniano è un paesino in provincia di Roma, tra Tivoli e Subiaco, è un esempio come tanti nel Lazio. La filatura e la tessitura erano “un compito prettamente femminile da svolgere a tempo perso, quando pioveva; mentre la produzione coinvolgeva tutta la famiglia.” Infatti “dalla sfibratura, alla filatura, alla tessitura era fatta con tecnologie rudimentali, molto antiche, ma efficaci.” Si utilizzavano strumenti come la “mancinura” e la “mannura” per il primo trattamento del fusto e la divisione del canapulo dalla fibra.

 

Mentre dalla semina alla lavorazione del fusto era una festa di paese, la filatura era un lavoro riservato alle donne.

La filatura era un lavoro riservato alle donne “durante l’inverno, la sera, al lume di candela, fino ad ora tarda.” Filavano, filavano, con la coperta sulle gambe e “con il pollice e l’indice, bagnati con la saliva, si prendeva dal mallo una fibra di canapa e la si arrotolava, facendo ruotare su se stesso il fuso. Per produrre saliva, ci si metteva in bocca una castagna o qualche altra cosa.” 

Una storia importante non dimenticare per costruire il futuro.

di Marta Lispi, copywriter, per Hortum Deus

 

Link a estratti del libro:

https://canap.tripod.com/libro.html

LA CANAPA

Di Domenico e Settimio Bernardini

Pisoniano (Roma) luglio 1977

Stampato in proprio

Distribuito presso il museo di Pisoniano