Le donne sono più sensibili al THC, gli uomini alla “fame chimica”

Aprile 24, 2021 0 di Redazione

La Washington State University, nel 2014 ha condotto l’unico studio sulle differenze di tolleranza tra uomini e donne.

Negli ultimi anni è sempre maggiore l’informazione a riguardo e crollano parimenti i tabù e i pregiudizi. E così, nel tempo, passo passo la curiosità aumenta con i consumi soprattutto per quanto riguarda la cannabis light.

Negli anni ‘60 erano gli Hippy, negli anni ‘70 i jazzisti, negli anni ‘90 i rapper, oggi è la donna di età tra i 30 e i 50 anni il consumatore maggiore di fiori di canapa ad alto contenuto di CBD, la zia o la mamma che frequentano l’hemp shop per loro e per i figli e nipoti.

Vien da se che più consumatori equivale a una maggior richiesta di nozioni specifiche, ma anche semplici curiosità celata dietro anni di proibizionismo! Tra la donna e la cannabis, la scienza definisce un legame, una maggior sensibilità dei ricettori CB1 ai cannabinoidi.

Curiosi di saperne di più?

Un maggior feeling con la cannabis per la Donna!

Lo studio portato avanti sui ratti, sulle umane ancora non è stato approfondito, evidenzia come il sesso femminile possa giovare maggiormente dei benefici della cannabis. Difatti, le donne sono più reattive agli effetti analgesici della stessa, ma non alla fame chimica, riservata all’uomo. Niente male!
La maggior sensibilità ai cannabinoidi è data dalla produzione di “estrogeni”, ormoni molto potenti che interagiscono con il sistema endocannabinoide, soprattutto nel periodo corrispondente al “ciclo mestruale”.

La Washington State University, con la professoressa di psicologia Rebecca Craft, ha condotto il primo studio per dimostrare le differenze di tolleranza al THC secondo il sesso dell’assuntore.

E’ stato dimostrato che le femmine di ratto sono almeno il 30% più sensibili dei maschi al delta-9-tetraidrocannabinolo, ma che nel contempo le femmine sviluppano una tolleranza alla sostanza in un tempo decisamente inferiore ai maschi. Sono studi che andrebbero approfonditi, soprattutto se si pensa all’uso medico legalizzato in molti stati, tra cui l’Italia.

Il fenomeno dei “munchies” è maschile.

Il fenomeno dei “munchies”, volgarmente detto “fame chimica” è parte della cultura cannabica dalla notte dei tempi, ossia dopo aver assunto cannabis la persona sia travolta dalla fame, prediligendo grassi e zuccheri.

Questa caratteristica è emersa maggiormente nei soggetti maschi, unica caratteristica in dimostrano maggior sensibilità nello studio della Dr.ssa Craft.

Minoranza femminile negli studi scientifici.

La Dr.ssa Craft approfitta della ricerca condotta per denunciare come le donne non siano incluse equamente all’interno degli studi scientifici. Sono pochi i ricercatori che si vogliano trovare in situazioni “spiacevoli” come quelle del ciclo mestruale, sbalzi ormonali che non vengono quindi presi in considerazione perdendo dati importanti sulle somministrazioni.

“Quello che stiamo scoprendo con il THC è che si ottiene un picco molto chiaro nella sensibilità ai farmaci proprio quando le femmine stanno ovulando, proprio quando i loro livelli di estrogeni hanno raggiunto il picco e stanno scendendo”, ha detto.

di Marta Lispi, copywriter cannabica