Caterpillar! Bruchi buongustai: prevenzione e cura.

Marzo 26, 2021 0 di Redazione

Sono piccoli e hanno sempre fame, puoi sorprenderli in azione!

 

Quando coltivi in outdoor sono tante le minacce che le tue piante subiscono, quanti predatori di linfa, fibre e un caldo rifugio per loro e le piccole nidiate!? Tra i più voraci troviamo il bruco, ossia le larve degli insetti appartenenti alla famiglia dei lepidotteri, farfalle e falene.

 

Larva di falena “testa di morto”

 

Le larve di una falena o di una farfalla!

Questione di ciclo della vita. Prima del bruco viene la farfalla per cui spesso notiamo prima svolazzare tenere creature e poi si schiuderanno le uova. Ogni farfalla ha il suo bruco, sono circa 21000 specie, si differenziano per dimensione, forma e colore. Ad esempio il bruco della falena “testa di morto” è enorme e variopinto, lunga anche 15 cm di colore verde, giallo e blu con varianti viola e azzurro su giallo.

 

I vermi del fiore – BudWorms

Quando si schiudono le uova ne escono minuscole larve che misurano millimetri crescendo fino a 5cm. Il bruco è color crema con la testa marrone, presenta striature più chiare. Predilige i fiori, anche quelli di geranei e petunie, li mangia dall’interno all’esterno, nascondendo spesso la sua presenza tra i calici resinosi.

Bruco detto “verme del fiore”

Foto di bruco detto verme del fiore

Il bruco del cavolo cappuccio – GreenWorms

Assomiglia molto al verme del fiore, è lungo pochi cm ed è di colore verde chiaro, è il bruco della fale appartenente alla famiglia delle Noctuidae molto comune nelle zone temperate, piccola e grigia. Si rifugia nei fiori di canapa ma spesso è presente su insalate e cavoli.

Bruco del cavolo cappuccio

Entrambi questi bruchi, come i loro simili, lasciano dietro a sé scie di escrementi, piccoli pallini neri che causano marciume nel fiore che diventa marrone intenso più va in necrosi la fibra vegetale.

 

Come individuare un attacco di bruchi?

Osservare attentamente come un investigatore delle piante:

  • Foglie: buchi da morsi, bordo irregolare, eventuali foglie semi-staccate
  • Stelo: danneggiamenti del fusto, fibra lisa
  • Fiori: marciume, parti assenti

 

Come eliminare i bruchi?

  • Pulizia manuale:

quotidiana e costante è preferibile fare un controllo la sera al tramonto o la mattina all’alba, quando la temperatura è mite e i parassiti si muovono per nutrirsi. Porta con te una forbicina a punta fine per rimuovere le parti danneggiate.

 

  • Bacillus:

é un controllo di tipo microscopico con batteri di tipo Gram-positivi. Si trovano in commercio come “killer del bruco” si vaporizzano sulle piante diluiti in acqua e agiscono sulla digestione dei bruchi che smettono di alimentarsi e muoiono. E’ autorizzato anche in coltura biologica, per questo nell’ultimo decennio ha preso particolarmente piede.

Al momento è soluzione più efficace, semplice, economica ed ecosostenibile per tutelare il tuo raccolto.

 

  • Animali predatori di bruco :

 

Vespe parassite

Trichogramma è un genere di vespe che depone le uova all’interno dei bruchi. Dopo la schiusa, mangiano il parassita dall’interno e gli impediscono di trasformarsi in una farfalla.

Questa soluzione personalmente mi fa impressione ma sembra funzioni alla grande!

 

Coccinelle

L’elegante amica, oltre ad andare ghiotta di afidi, mangia uova di bruco. Per cui ad infestazione avanzata non è molto risolutiva, bensì è un’ottima prevenzione.

 

  • Prevenzione:

-oli destinati ai trammenti agricoli come olio di semi di neem o olio di semi di lino che evitano l’attecchimento delle uova degli insetti. 3 ml per lt di acqua + scaglie di sapone di marsiglia, in spray fogliare e sul fusto per aumentare la scivolosità della superficie.

-Trappole a feromoni.

-Barriere come reti anti-insetto.

 

  • Coltivare piante esca:

come il nasturzio o la malvarosa che attirano maggiormente le farfalle e attirano i bruchi lontano dalle piante bersaglio.

Al contrario le aromatiche li allontanano, in particolare rosmarino, aneto. In generale la biodiversità è spesso una tutela per le colture se gestita con intelligenza.

Non rimane che augurati: Buon Cultivo!

 

di Marta Lispi, freelance cannabica, per Hortum Deus